20 febbraio 2019

Dopo aver letto, riletto, corretto, immaginato e impaginato un libro, dopo esserci ritrovate davanti al computer ad attendere una mail dell’illustratore con la speranza che sia riuscito a realizzare precisamente l’immagine che avevamo in testa, c’è una sensazione precisa che ci prende all’altezza dello stomaco. È quando, aprendo la porta della tipografia, ci troviamo davanti la pila di libri sul bancale, con l’odore di inchiostro che aleggia nell’aria, di aver finalmente tra le mani qualcosa di bello.
Quel libro nasce dall’unione di due anime del nostro ufficio: il graphic designer per professione e l’editore per passione.
Aprire una casa editrice indipendente è stata un’incosciente scommessa.

Quando abbiamo dato inizio a Teka l’abbiamo fatto per tantissimi motivi tra i quali l’aspetto commerciale non era certo al primo posto. Avevamo il desiderio di realizzare un lavoro tutto nostro e, ogni volta che nella nostra testa l’idea di un libro prende forma, l’emozione è la stessa.
“La leggenda della Grigna”, primo volume della collana “sulle orme dell’abate”, attira ancora oggi la nostra attenzione quando lo ritroviamo sulla libreria colorata dell’ufficio, in mezzo ai libri che sono venuti dopo. Aprendolo ripensiamo all’ingenuità e agli errori fatti, al giorno in cui ci siamo accorti di aver dimenticato il logo della casa editrice in copertina e sorridendo ed alzando le spalle, l’abbiamo inserito nel risguardo, in seconda pagina.
Il nostro modo di essere editore si nasconde dentro a ogni libro, è decidere con cura i dettagli, è il motore che muove con dolcezza tutto, che c’è ma non si vede, esattamente come fa il cuore.